Presente quando uno conosce una persona, ma la conosce appena appena, diciamo proprio di vista, ma forse quasi nemmeno di vista, magari c'ha avuto a che fare spesso ma in pratica non la conosce per niente, diciamo che c'ha parlato, o meglio, vabbè, parlato, scritto, scritto spesso, però parlato mai, e visto sì ma no dal vero, e insomma quindi uno conosce una persona così, o per meglio dire NON la conosce, così, ma gli sembra di conoscerla, a volte, meglio di quanto sia possibile e corretto pensare, anche se sa che è illogico, e sicuramente sbagliato, e altrettando certamente unilaterale, univoco, però lo si pensa lo stesso, e insomma questa persona, conosciuta ma sconosciuta, vicina ma lontanissima, affine ma diametralmente opposta, che in fin dei conti non si è mai visto né conosciuto, questa persona a un dato momento tira fuori la presenza di una terza persona e uno si ritrova ad esserne mortalmente
G E L O S O ...
Insomma, presente quando uno si ferma un momento, sbatte gli occhi un paio di volte ascoltando la barocca contrattura del proprio stomaco, respira, sospira e finalmente pensa, rivolgendosi nientemeno che a sé stesso:
mavaffanculo.
M.
Mail che probabilmente non ti spedirò.
Se dovessi farlo, alfine, vuol dire che le mie previsioni sul futuro non sono affatto affidabili. Nel qual caso eviterò di giocare al lotto.
Non so come ti senti te.
Non so come ti senti te, promettente lavoratore emigrato in terra straniera, ma io qui mi sento abbastanza alienata.
Non mi chiedere perché ne sto parlando con te. Forse perché ne ho già parlato più che a sufficienza con gli amici stretti (pochi, e stanno forse cominciando a odiarmi per questo).
Forse perché le persone che mi appaiono intellettivamente dotate mi ispirano una sorta di comunione di cervelli (ehi ma! anche tu pensi? ma giura! ...proprio come me! Parliamo!!)
Forse perché non ti conosco e alla fin fine se mi prendi sui coglioni e non mi rispondi più mi dispiace ma amen.
Forse perché sono sempre convinta che non ti spedirò questa mail. Ma tu non me lo chiedere, e non te lo chiedere, e basta. Dammi retta, sono più esperta (non più vecchia, si dice più esperta).
...Incipit.
Negli ultimi mesi, diciamo negli ultimissimi anni, ho fatto un grande cambiamento a livello di carattere e di relazioni sociali. Prima ero, come si suol dire, un orso. Una di quelle persone che appena le conosci ti stanno sulle palle, e non è una paranoia mia, ma mi è stata confermata da moltissime conoscenze recenti e non, appena entravamo abbastanza in confidenza da potermi rivelare una cosa simile. "Sai appena ti ho conosciuta mi stavi veramente sulle palle. Poi però..." Ah. Grazie. E menomale, questo però...
Già. Un tipo ombroso, con una perenne espressione ostile sulla faccia. Non lo faccio apposta, se sto rilassata sembro sfavata. Saranno le mie aristocratiche sopracciglia ad ala di gabbiano, sarà lo zigomo imperioso, so una sega. Tant'è.
Ero anche un bel po' più elitaria, quasi schizzinosa nell'allargare il giro delle mie conoscenze. Forse ero più stronza, sicuramente molto più chiusa.
Poi entro in crisi, prima lentamente poi il crollo. Rischio l'esaurimento nervoso. Mi entrano in gioco tutte le mie paure, in fila per sei col resto di due, vengono fuori angosce che tenevo sopite, salta fuori merda che non sapevo di avere nascosta in qualche angolo del cervello.
Mando a puttane amore, certezze, speranze per il futuro. Mi rimetto in discussione, e mi fa un male cane, perché mi tocca andare a rimestare in cose che non ricordavo nemmeno di avere rimosso. Giustamente, sennò che rimozione era.
Insomma questo è un terreno nuovo per me, ormai il vaso di pandora l'ho aperto e piano piano ogni groviglio che ne viene vomitato fuori me lo districo d'impegno, o almeno ci provo.
La cosa mi eccita, mi emoziona, mi deprime, mi destabilizza, mi esalta, mi ammazza, mi libera di un peso, tutto insieme. C'è da uscirci scemi, e infatti sono già a buon punto.
(Questo era un bignamino per farti capire il mio punto di vista attuale, sennò non avevi le basi x seguire il discorso. Tutto chiaro? Hai sottolineato le parti che non capivi? Bravo, vado avanti).
Aggiungici il fatto che devo lavorare per vivere, e lavorare sodo, e fare un
lavoro che non detesto ma di cui tutto sommato non me ne sbatte una mazza,
e ottieni un bel mix. Una cosa che mi potrebbe salvare il culo sarebbe puntare a qualcosa. Voglio dire, io avevo dei sogni. Delle passioni che mi crescevano in testa fin dall'infanzia, forti, precise. Viscerali. Ne avevo più d'una, di passioni.
Cazzo, vedi. Ne parlo al passato, e ti assicuro che non è voluto, metto solo nero su bianco un flusso di pensieri. Il punto è proprio questo in effetti.
Mi sento scollegata. Distaccata da me. Faccio cose come per routine, mi guardo vivere... Perdo il mio tempo. Mi aggrappo alle vaghe pulsazioni che mi urlano di esprimermi, di fare quello che mi piace. Io ci provo, ma non ci riesco. Non ce la faccio. Non ne ho la forza, non ne ho la voglia...
E intanto mi rodo per questa mia incapacità di creare. Mi sento sterile, inutile... Oggi mi parlavi di coglioni indolenziti, e zac!, ecco il fottuto volo pindarico che mi ha portato a scrivere ciò.
Il mio cervello, esattamente, me lo sento indolenzito come un paio di testicoli in arretrato col lavoro. E' troppo pieno di cose che rimangono incistate lì per mesi ed anni e alla fine non fanno altro che male.
Sì, mi sono praticamente data di testa di cazzo. Ah, ah.
Questo è un garbuglio che non mi riesce affrontare, proprio non mi riesce nemmeno di metterci le mani, c'è roba che taglia e che punge dentro.
Chi lo sa. Chi lo sa se dipende solo da me o è anche frutto delle aspettative iperboliche che ques'epoca ha su di noi. Noi baldi giovini dalla mentalità creativa, intendo. Sigh.
Di sicuro non è prerogativa mia, parlo con persone che hanno lo stesso problema, lo stesso blocco.
Ed ecco entrare in gioco Ema, questo cervello (sì, anche questo pisello, te lo concedo) che mi sembra uno veramente in gamba, che sa quello che vuole, e che produce delle cose che possono piacere o meno, ma che ti spiazzano, si fanno guardare. Si fanno osservare, ti danno da pensare. Anche solo "ma che cazzo avrà voluto dire", che comunque siamo già a buon punto. E la tecnica ineccepibile, per quanto ne possa capire io.
Che comunque in quanto a gusto vado nel culo a molti, quindi diciamo pure che ne capisco, eccome.
Entri in gioco te che mi spiazzi, e mi viene da pensare. Penso se sei sicuro del tuo lavoro quanto sembra, a quanto ci senti. Se sei mai insoddisfatto, frustrato. In fondo fai quello che ti piace fare... penso a cosa ti spinge, a come funzioni. A come funziona.
Insomma io parlo con gente che pressappoco non può che deprimermi ulteriormente, ma ogni tanto becco un Ema nella folla e penso, ecco cazzo questo riesce a fare quello che non riesce a me. Questa persona crede nel suo lavoro, crede nelle proprie idee, crede in sé. Punta su di sé. Riesce a farlo.
...Ma come minchia fa?
(Orsù, Donna Letizia, rispondi alla mia mail con parole chiare e concise! Una bella ricetta per risolvere il mio crampo del disegnatore, presto!)
Io non so se hai mai avuto un periodo così, o se ce l'hai, o se non sai di cosa stia parlando (te lo auguro...) In effetti non ti conosco affatto, non so praticamente niente di te. Solo che ti considero una persona con cui si può buttare giù un discorso simile. Sicuramente perché puoi capire cosa intendo, e magari anche come mi sento di merda, e darmi una pietra di paragone. Il fatto che tu abbia voglia di farlo, invece, mi genera molti dubbi : )
Vabbè via, mi pare d'averti tediato abbastanza. Per oggi è anche troppo, visto che non sono nemmeno riuscita a fare la mistress cattiva. Frequenterò i corsi di recupero.
Adesso vado ad annegare il giramento di balle nel sakè /e in Picard, come preventivato.
Kampai. / Vive la France.
M.
Non ce la faccio mica più a continuare in questo modo. Come i bambini che saltellano davanti alla mamma ripetendo "guardami, guardami, guardami", e a cui crolla il mondo addosso appena chi gli presta attenzione si volta dall'altra parte.
Io vivo dell'attenzione altrui. E questo mi uccide, perché mantenere viva l'attenzione è la cosa più faticosa al mondo. E ti uccide il fatto di perderla, ti manca l'aria quando senti scivolartela via dalle mani, quell'attenzione.
Dio santo. Che sensazione orribile. Una specie di piccola morte, ogni volta. Una constatazione sempre nuova e sempre dolorosa del fatto che quell'attenzione non la meritavo in nuce, altrimenti non l'avrei persa. Sottolineatura a coltello della mia scarsa importanza. Mani a coprire la faccia, e correre via. Troppo orgogliosa per cercare di riottenere quella preziosa attenzione perduta.... Ad ogni costo... No.
Mi rendo conto ogniqualvolta arrivo al capolinea di questo circolo vizioso di averlo appena percorso. Non prima, mai. Nel mentre non mi sfiora l'idea. Mi sembra sempre diverso, sempre la volta buona.
Mi rendo conto di tutto, poi... Ma non riesco a dominarmi. Non riesco a intervenire per cambiarmi, per cambiare il percorso che ho ripetuto mille volte... Com'è frustrante, e avvilente per me. Non riesco ad accettarlo... Non riesco a fare un cazzo.
Magari qualcuno mi sa indicare un buon barbiere che pratica ancora la lobotomia come si deve.
M.
...oggi ho scritto ben quattro post.
Visto? Avevo ragione! Già mi sento meglio.
Ah, ah, ah.
M.
Ho trovato che a MAGGIO e GIUGNO avevo delle FANTABULOSE chiavi di ricerca e nemmeno me ne ero accorta! Ma vado con fierezza ad illustrarvele, ohibò!!
***MAGGIO***
- carrozzeria piegata - Anche tu neopatentato, o semplicemente donna?
- ego piagnucolone - Quindi tu non sudi, piangi dai pori.
- miss culo - Eccomi!!
***GIUGNO***
- la sorka - Eh già, sempre quella. Cominciate anche a diventare prevedibili.
- bavaglio con pallina per lui / bavaglio pallina - Spero non si stia parlando di suo figlio, signora.
- cosa scrivere sul diario clinico esempi - Temo che ti abbiano bocciato, quindi.
- diabolik moglie ginko - MADDAI??? Giura!!! Ecco perché tutto quel mascara!!!
- eccheccazzo - Eh, già.
- foto di c 18 con culo fuori - E chi sarebbe, l'amico porno di C3PO??
- fuori di culo - Ehi!!! Ma! Che modi...!
- fuori di me - Ti sono vicino.
- gli altri simpatici io antipatica - Ah, te ne sei accorta alla fine! Io invece mi trovo sempre molto simpatica!
- in pieno culo - Acc! ...Senza nemmeno una lubrificatina?
- ispettore ginko - O non era gay...?
- miss bel culo - Ciao tesoro... mi cercavi?
- perché c'è gente che sta più simpatica che antipatica? - Perché c'è gente che deve cercare una risposta del genere su internet, e altri no.
- sono fuori - Pfff, sapessi io. Dai, sei in buona compagnia.
Un bel VAFFANCULO invece al pervertito che cercava quella cosa sulle bambine che sappiamo io e lui. Fatti curare, pezzo di merda.
Ossequi a tutti (tranne il perv).
M.
Ebbene, come nella migliore tradizione dei miei amici bloggers più ricchi di me in chiavi di ricerca, eccomi ad elencarvi le mie QUATTRO timide stronzate che ho testé trovato su ShinyStat.
A voi, e mi raccomando non vi stancate a leggere...
- che cosa è gimko biloba - Guarda, smetti di chiedertelo, dev'essere una specie di supercazzola.
- di.che - ...Diavolo vai cercando?
-gimko diabolik foto - Ma non era un fumetto? : (
- sempreinbilico - Eccomi! ...Mi volevi?
Certo, non sarà come i maniaci sessuali amanti dei bagni che capitano sempre all'Eliza, ma intanto è un inizio.
M.
Oggi, è una giornata di merda.
Sto male e sono depressa e stanca e preoccupata e tesa e cento altre cose MA, porca di quella troia, sono anche incazzata. (E scurrile.)
Ho detto che devo scrivere sul blog e non lo faccio mai. Ma scrivere mi aiuta a scaricarmi. Dovrei farlo più spesso.
Intanto sono incazzata principalmente per una cosa: sono decisa a non sentirmi più di merda in questo modo. Quindi è un'incazzatura positiva. Quindi magari ci vorranno anni, ma porco giuda se non mantengo la promessa.
Qual'è il mio obbiettivo principale?
Uno. Semplice.
Non aver più bisogno di cercare di convincermi che valgo qualcosa.
...
...Semplice un cazzo.
M.
Oggi stavo per entrare al lavoro quando ho visto un tipo fermo sul marciapiede, che attendeva di attraversare la strada. Era un militare in uniforme, un ufficiale, e sul petto aveva una quantità impressionante di mostrine, ma saranno state un palmo, tipo nelle vignette; eppure era anche giovane, avrà avuto nemmeno quarant'anni.
Chi lo sa, magari è un eroe di guerra, un pluridecorato, uno con quattro coglioni per parte.
Ho pensato: eppure, se l'avessi visto in maglina, invece che in uniforme, mi sarebbe sembrato un cretino qualunque.
E magari lo era, un cretino qualunque.
Io sono sempre stata affascinata dall'idea di intraprendere la carriera militare. Avessi avuto la possibilità, a diciott'anni il militare l'avrei fatto... Colpa dei cartoni animati giapponesi. Di tutte quelle ore spese a guardare tizi in uniforme attillata che combattevano su navi spaziali.
Chissà come sarebbe andata, però. Se avessi fatto davvero questa scelta... Che sarei ora? Come sarei? Che farei?
Di sicuro, testa di cazzo come sono, avrei il petto pieno zeppo di mostrine anch'io.
M.
Non scrivo mai sul mio blog perché non so che scriverci.
O meglio, mi vengono in mente varie cose da scriverci, ma arrivano quando meno me l'aspetto, magari in auto o al lavoro, solitamente quando non posso prenderne appunto.
Quindi me le scordo, molto semplicemente. Il mio cervello è quello che è, si formatta ogni tot minuti e il salvataggio automatico lascia molto a desiderare.
E allora, cosa ho fatto io, geniale eppur inetta creaturina?
Ho comprato un bel mini registratore, che ho appeso al portachiavi. Ci stanno dentro centinaia d'ore di cazzate.
Preparatevi.
M.
Sì, sì, lo so, vabbè. Non scrivo più niente da millenni, sì. E' vero. No, non mi sembra il modo di comportarsi. Sì, certo, che ho avuto motivi validi per non scrivere.
Certo che siete noiosi...
Adesso tacete, che mi devo sfogare.
Sì, perché tra l'altro se ho culo, molto culo... anzi, un culo moderato... chi non voglio che legga questo blog non lo leggerà mai. E così io mi potrò sfogare come dio comanda, che ce n'ho bisogno, gente. E adesso fate un sospirone, perché vi voglio molto attenti. Ed io cercherò di essere MOLTO coincisa. Per quello che posso.
Ho conosciuto uno. Bellino. Interessante. Sembrava un tipo a posto. Mezzo matto, ok... ma quelli normali non attirano la mia attenzione. Una persona intelligente, sembrava. Un po' sbruffone, forse, ma sotto sotto... sembrava un tenerone, quello rosa del Drive-In.
Mi è piaciuto subito abbestia.
Mi sono buttata (cosa che per me ha del miracoloso), e gli ho chiesto il numero di telefono. Lui mi ha chiesto di uscire. Felicità, prima uscita, sbronza colossale, ritorno a casa alle cinque. E visto che siamo tutti adulti e vaccinati non mi dilungo oltre sul perché dell'orario anzichenò tardo.
Non tutto andò rose e fiori: lui lo attribuì all'alcool, io gli credetti eccome.
Siccome che ero in 'week end vacanziero', torno a casina mia con la promessa di risentirci/rivederci/rifarci il prima possibile; lui, carinissimo, mi manda millemila messaggini zuccherosi.
Sì, ho detto zuccherosi. Li ho conservati tutti, come prova di non essere una millantatrice. ZUCCHEROSI.
Io sono presa benissimo da questa cosa, e tralascerò qui per amor di brevità un corollario di catastrofi verificatesi in conseguenza alla nostra conoscenza. Diciamo che cominciano a venir fuori dei brutti contro, ma tant'è. Ci chiamiamo giornalmente, lui è puccettoso e brillante e simpatico e io non vedo l'ora di rivederlo: lui pure, tant'è che si precipita a trovarmi dopo qualche giorno, per conoscersi meglio, ed io sono euforica. Ma guarda alle volte la vita, uno non se l'aspetterebbe mai e invece incontra uno che ti piglia benissimo, e viceversa, eppoi che ragazzuccio affettuoso, proprio come garbano a me, etc etc. Io sono un tipo "molto": molto di pancia, molto di testa. Molto tutto. Sono arci emotiva, le cose mi trascinano con sé e, se alle volte è un guaio, in genere è una bella sensazione.
Stavolta è somigliato più a un guaio.
Il mio bello si ripresenta a me, scapigliato e vestito come uno che è appena scampato a un incidente ferroviario, ma tutto ciò addosso a lui ha un suo fascino, ed io sono felice e me lo guardo sognante come un cane guarda un gatto che dorme su un muretto; mangiamo una pizza, andiamo a bere qua e là, io comincio a premere educatamente per riunirci nel talamo nuziale di lì a poco, e così è.
Qui di nuovo tralascio tutti i particolari e anche le linee generali, ma ci tengo a dire che il cavallo resta nella stalla, mamma orsa si prodiga per il suo piccolo, la papera non galleggia e la situazione è altalenante, ma in conclusione non c'è stato di che annoiarsi. E se il concetto non vi è chiaro, cercatevi il cifrario e riprovate ad arrivarci da soli, perché io non dirò di più.
Inizio ad essere perplessa ma non preoccupata: avrò di che preoccuparmi il giorno seguente, quando gradualmente il citto principia a dare evidenti segni di insofferenza verso la mia persona, trasformandosi in un personaggio vagamente distaccato, privo di quelle attenzioni dolciose che tanto mi erano piaciute di lui; un personaggio che mi accusa di essermi buttata in questa storia con troppa convinzione (ah, perché ce n'è un quantitativo fisso che formalmente si usa impiegare??), di farmi troppi filmini mentali, di "correre troppo" (se non avessi ritegno, potrei trascrivere qui qualche di lui mail o sms, e potremmo discutere di chi fosse il corridore, fra i due!); un personaggio che inizia a criticare il mio carattere, il mio modo di vivere, il mio modo di vestire (ORRORE!!! Ma spero scherzasse), e che la sera, al momento di coricarsi, semplicemente crolla addormentato e buonanotte al secchio. Io, provata da una giornata passata a confrontarmi con un tizio che davvero non conoscevo, e che mi sta pure un po' antipatico ma purtroppo continua a piacermi, passo una nottata mediocre, sperando che il giorno dopo vada a migliorare...
Ah, ah. Illusa. La mattina seguente, mentre mi prodigo in carezze e fusa a beneficio del marrano, egli se ne esce annunciandomi che deve assolutamente partire in anticipo per risolvere alcune questioni importanti di cui in effetti mi aveva già accennato. Ma il fatto che me ne avesse accennato in precedenza non mitiga affatto il mio giramento di coglioni, che sfocia, essendo io tipo emotivo e sanguigno, già provata dagli eventi del giorno addietro, in un piantino di frustrazione che ovviamente viene accolto con una nota di demerito a mio sfavore. La frustrazione cresce.
Per concludere senza dilungarmi oltre, il mio Principe Azzurro scappa un paio d'ore dopo e non si fa più vivo per tre giorni.
A un bel momento la sottoscritta, con un livello di frustrazione non più misurabile, si risolve a chiamarlo, aspettandosi ovviamente un 'sì è stato bello, ciao', ma detto a chiare lettere... E invece, niet. Nemmeno questa soddisfazione. L'uomo più tranquillo del mondo risponde all'altro capo del filo, trova normalissimo essere passato da due messaggi e una telefonata al giorno a zero, e alla mia domanda se sia sempre interessato ad uscire con me, casca dalle nuvole. Certo che sì, un giorno di questi.... perché...?
Epilogo.
Attualmente sto decidendo se comportarmi come mio solito, ovvero fare l'orgogliosa e prendermela a morte, oppure riuscire a vincere le mie ristrettezze mentali e accettare il suo comportamento... 'estroso'. Propendo più per la prima per il semplice fatto che, anche senza pretese, da un qualunque rapporto pretendo affetto, altrimenti non ci trovo un senso. Può essere affetto di tanti tipi, e 'somministrato' in tanti modi e momenti diversi, ma comunque dev'essere tangibile, si deve sentire e mi deve scaldare e mi deve far sorridere quando ci penso. Non farmi entrare addosso una strana sensazione di mancata appartenenza, di rifiuto... come se mendicassi l'affetto di qualcuno.
E comunque....... Poi dice delle donne che son strane.
Eccheccazzo.
M.